

Lagotto e alta montagna: cosa succede all'orecchio quando si sale
Premessa necessaria
Questo articolo racconta un’esperienza personale. Non è un manuale veterinario. Se il vostro Lagotto ha un’otite in corso o è in fase di guarigione, il primo interlocutore è sempre il veterinario di fiducia.
Viaggiamo con Basic e teniamo a farlo bene: una sosta ogni ora e mezza, sempre. Non è solo una questione di rispetto per il cane che viaggia con noi — è anche che Basic ci costringe a fermarci, guardarci intorno, goderci il paesaggio. Diciamolo francamente: il Lagotto ti fa fare il turista. Senza di lui potremmo fare il viaggio su Street View. Ci ha insegnato ad apprezzare anche il viaggio a bassa intensità.
Eppure non è bastato. Perché a volte i normali accorgimenti non sono sufficienti se c’è un problema pregresso. Quello che segue è utile perché è successo davvero, con le quote verificate, e perché chi ci è passato non è stato uno sprovveduto — semplicemente non ci ha pensato. Come capita a molti.
Il giro
Estate 2026. Base a Tubre, Val Venosta, Alto Adige. 1.250 metri di altitudine, a un chilometro dal confine svizzero.
Giornata libera. Si decide di andare a Livigno. Ci siamo già stati altre volte con Basic, tutto nella norma. Si parte in macchina.
Il percorso, ricostruito con le quote reali:
| Tratto | Altitudine |
|---|---|
| Tubre (partenza) | ~1.250m |
| Passo dello Stelvio | 2.758m |
| Discesa verso Bormio | ~1.225m |
| Passo del Foscagno | 2.291m |
| Passo d’Eira | 2.208m |
| Livigno (sosta 3 ore) | 1.816m |
| Tunnel Munt La Schera (Svizzera) | ~1.690m |
| Passo del Forno (Ofenpass) | 2.149m |
| Tubre (ritorno) | ~1.250m |
Quote reali delle tappe. Il punto rosso segna il Passo del Forno, dove è iniziato il dolore.
Dislivello totale stimato: oltre 6.000 metri tra salite e discese in una singola giornata.
Cosa è successo
In cima al Passo del Forno — l’ultimo passo della giornata, dopo ore di variazioni di quota continue — Basic ha iniziato a piangere. Dolore all’orecchio, chiaramente.
Basic aveva avuto un’otite nelle settimane precedenti, trattata e in fase di risoluzione. Niente di acuto al momento della partenza.
Non c’è stata negligenza. Abbiamo sempre fatto giri in montagna con lui, anche con dislivelli importanti. Quando si è in macchina con un cane che sta bene, non si pensa all’otite guarita due settimane prima come a una controindicazione per 6.000 metri di dislivello. Non funziona così. Non funziona così per nessuno.
Il meccanismo
L’orecchio regola la pressione attraverso la tuba di Eustachio. Nei cani, come nell’uomo, questa funzione è compromessa quando il condotto uditivo è infiammato — anche in fase post-acuta.
Salire e scendere rapidamente di quota significa variare la pressione barometrica in modo significativo. Lo stesso principio che fa fare le orecchie negli aerei durante la discesa. Su quel percorso, tra Stelvio, Foscagno, Eira e Forno, la pressione è salita e scesa più volte nell’arco di poche ore.
Una nota personale, dichiarata come tale: nelle fasi in cui Basic stava bene sembrava che l’aria condizionata con i finestrini chiusi attenuasse il problema — probabilmente perché manteneva una pressione più stabile nell’abitacolo. Prima della fase acuta i finestrini erano aperti: la pressione esterna entra direttamente nell’abitacolo senza compensazione. Non è una certezza scientifica, è un’osservazione diretta.
La soluzione
Semplice. Un minuto.
Ci siamo fermati. Basic è sceso dal veicolo. Lo abbiamo fatto camminare lentamente evitando che scuotesse la testa. Attesa di dieci minuti.
Poi discesa lenta, con soste frequenti. Scendendo la pressione aumenta — l’effetto opposto al tappo. Senza fretta, con qualche pausa, siamo arrivati a casa senza altri episodi.
La soluzione non è non uscire. È gestire diversamente.
Cosa cambia dopo un’otite
In condizioni normali le soste in montagna servono a far riposare il cane, farlo bere, controllare le zampe. Dopo una fase di otite — anche risolta — servono anche a questo.
La raccomandazione che abbiamo ricavato dall’esperienza: almeno il doppio delle soste abituali. Non per paura, ma perché il condotto auditivo ha bisogno di più tempo per adattarsi alle variazioni di pressione nelle settimane successive a un episodio infiammatorio.
Non è che chi non lo sa è un fesso. È che nessuno te lo dice. Noi non lo sapevamo. Adesso sì.
In sintesi
✅ Giri in montagna con un Lagotto post-otite: possibili, con precauzioni.
✅ Soste frequenti: almeno il doppio di quelle abituali.
✅ Se il cane mostra disagio in quota: fermarsi, farlo scendere, farlo camminare piano, aspettare.
✅ Discesa lenta con soste: permette all’orecchio di adattarsi gradualmente.
⚠️ Percorsi con variazioni di quota molto elevate andrebbero evitati nelle settimane successive a un’otite, o affrontati con soste molto più frequenti di quelle normali.
⚠️ Il veterinario è sempre la risposta corretta per qualsiasi dubbio sulla salute del vostro Lagotto.
Esperienza personale verificata. Le quote sono dati reali. Le osservazioni sul comportamento di Basic sono dirette. Le interpretazioni mediche sono ragionamenti logici, non diagnosi veterinarie.
Fonti
Autore: Fogli Giantommaso
Data di pubblicazione: 2026-09-01
Sulla prevenzione delle otiti nel Lagotto: Otite nel Lagotto Romagnolo: conoscere le orecchie per prevenire la sofferenza
Diritti e attribuzioni
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